"Viva la scuola"

Oggi vi racconto di un libretto...

Ecco, sì, così li chiamano a scuola questi prodotti editoriali: "libretti!
Ci sento sempre una nota negativa, sminuente, ma oggi voglio usarla per intendere in piccolo libro che ha piccole pretese ma ha un suo senso positivo, compiuto e svolto in maniera qualità ti va mente elevata, c'è bisogno anche di questo, no?

Oggi vi racconto Viva la scuola di Zoe Ross e Tony Ross edito dal Battello a vapore.
È un libro scritto in maiuscolo per le prime letture autonome e dedicato ad una delle routine fondamentali e la più legata all'apprendimento della lettura...se ben ci pensiamo: la SCUOLA!


Come moltissimi bambini la protagonista,  esilarante solo a vederla come tutte le piccole protagoniste di Tony Ross, non vuole andare a scuola.
Sulla scuola girano i pregiudizi e le voci più terribili, la mamma, o almeno il lettore può supporre che lo sia, con tutta la dolcezza del mondo risponde per le rime ad ogni astrusa obiezione della bimba. Finalmente la bambina a scuola ci arriva, la mamma riesce con sforzo a staccarla dagli stipiti della porta a cui si è ancorata.

All'uscita della scuola, ovviamente, la piccola protagonista si è divertita un mondo, ha trovato un'amica che ha dei capello bellissimi, è la più colorata del mondo e fa delle cose fantastiche! Ormai la protagonista e Nicky, la nuova amica, sono inseparabili, tornano a casa insieme, e dormono anche insieme per tornare il giorno dopo a scuola insieme!

Ma come, si torna anche domani?????



Ecco, come potete intuire l'approccio al tema della scuola è "da schema" ma ci sono due cose che danno il senso di quanto anche un piccolo libro legato ad un'occasione specifica possa e debba essere di qualità: il linguaggio della bambina rappresenta perfettamente il punto di vista della bambina, così come l'illustrazione che accompagna l'immaginazione dell'adulto corrispondente alla narrazione della bambina aderisce al modo di pensare degli adulti.

Tanto che quando poi la nuova amica compare ci sorprende perché la narrazione delle illustrazioni ci aveva sapientemente portato da tutt'altra parte.

Il secondo elemento che ci dice di una cura e attenzione particolare, sta nella conclusione che è solo relativamente catartica e lascia un finale tanto aperto da far quasi pensare che la storia rinizi.
Non andarono tutti a scuola felici e contenti tutti i giorni bensì il "panico" e la sorpresa di scoprire che a scuola bisogna andare tutti i giorni!

Quello che si "accontenta" e che piace ai bambini è il LORO punto di vista, non l'ammiccamento verso l'adulto educatore!



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