Daniela Biavati, vi presento l'altra parte di teste fiorite

Buongiorno Teste fiorite d'Italia!

Copyright Daniela Biavati

questo è un piccolo post autoreferenziale che dedico a Teste fiorite perché voglio assolutamente presentarvi la nuova mente petalosa che da qualche mese accompagna l'attività dell'associazione qui a Venezia a dintorni...e chissà che un giorno faccia capolino anche qui sul blog, come ha già fatto Adolfina del Marco che cura la rubrica dedicata a Roald Dahl il lunedì!

Si chiama Daniela Biavati e dirvi cosa fa o cosa le gira per la mente è davvero un po' difficile, dovreste conoscerla e spero ne avrete l'occasione se verrete ai workshop! La sua però è una mente immaginifica e che funziona per immagini, sa disegnare e illustrare quanto credo nemmeno lei voglia rendersi davvero conto di saper fare.... insomma, fa esattamente ciò che io non sono in grado di fare e per questo ci compensiamo a meraviglia da questo punto di vista ed io sono tanto felice di averla nel prato che ormai, finalmente, non è più solo mio!!

Avere fiori e ortiche diverse è il massimo per far fiorite al meglio le teste!

Ecco come lei si racconta, ma soprattutto ecco alcune delle sue illustrazioni che spero un giorno avranno il riscontro che secondo il mio piccolo parere meritano, e che soprattutto credo riescano a dirci di lei più di quanto si potrebbe tentare di verbalizzare!

Le lascio la parola...
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In punta di piedi mi presento, sono Daniela, ho 32 anni, tre bambini, anzi, mi correggo, una bambina e due giganti divoratori di libri.
Sono nata a Roma, ma ho rimbalzato Fra Nord e Sud da quando sono nata, ora sembra che la mia tribù spiaggerà a Venezia per un po'.
Nel mio mondo c'è spazio per tutte le creature che incontro, (forse no, sono un po' misantropa) e così ho adottato una tortora che sembra un tacchino e che ogni mattina mi osserva minacciando le antenne dei giardini intorno a casa mia, e io mi diverto ad immaginarla tiranna di poveri rami intirizziti impossibilitati a sfuggire al suo peso; poi ho una gatta un po' indecisa anche lei sulla sua vera identità, un po' cane e un po' gatto, un po' peluche e, visto che la coerenza regna sovrana in casa nostra, il suo nome è Sushi.
Ogni sera, esco all'aria aperta e dedico almeno 10 minuti per osservare il cielo e ascoltare i suoni che mi circondano.
Leggo sempre, tanto, per me, per i miei figli, con mio marito, in silenzio e ad alta voce, in ogni momento possibile, ma solo quello che mi piace.
Per un po' ho vissuto dispersa nei boschi degli Appennini, per soddisfare il mio ancestrale bisogno della terra, e poi è arrivata Teste Fiorite, con i suoi semi....

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Ho studiato Arte (e non solo) perché la mia curiosità è eclettica, e così, strada facendo, ho scoperto il  mondo dell'illustrazione.
Disegno, osservo, ho la passione per il bello, per i sogni e naturalmente per i libri, e, devo dire che qualche soddisfazione sono riuscita a ricavarla anche qui.
Per quasi 10 anni ho lavorato con i bambini e i ragazzi (dall'asilo alle superiori) portando avanti progetti di teatro e arte.

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Ho pubblicato in Sud America  per i “Racconti in Valigia” di Valeria Mancini editi dalla Edimond  illustrando i sogni delle donne migranti nel '900.

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Con la Franco Angeli la copertina di “Con i piedi per terra” di R. Capocchini e F. Perrotta un progetto di divulgazione della cooperazione internazionale nell'ambito agricolo nei territori africani.
Ho partecipato ad alcuni concorsi di illustrazione per l'infanzia, qualcuno anche con discreti risultati.
Ho esposto agli Eventi collaterali della 54° Biennale d'Arte Contemporanea per il progetto Eastern Border.
Da un anno circa coltivo Altracqua, un progetto (quando il lavoro e i  miei figli me lo consentono), che mi fa viaggiare per il mondo (anche se io resto sempre qua).

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Tutto è nato un giorno: con la china in mano ho guardato Venezia, con gli occhi di quella bambina alla quale non voglio rinunciare,  fra vicoli, case storte e un'acqua che domina gli umori mi sono ritrovata  a sognare una città diversa, carica di me e delle mie impressioni come solo l'illustrazione può permettermi di realizzarla.
Insomma, se dovessi stilare una scaletta delle mie priorità troverebbero  il primo posto una montagna di cose (oltre ovviamente alla mia tribù).

La leggerezza, la libertà, il silenzio,  la coltura della felicità e del bello, e dato che il bello è soggettivo, non ci resta che essere felici!




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